Lavoratori e studenti uniti in piazza per il Fronte Unico di Classe

Sabato 6 giugno, sono scesi in piazza in venti città italiane migliaia di lavoratori e studenti dietro gli slogan “Noi la crisi non la paghiamo: per il fronte unico di classe” e “Facciamo pagare la crisi ai padroni”.
Una prima prova generale per mesi che si apprestano a lasciare spazio ad un’estate calda e ad un autunno caldissimo per le classi lavoratrici di questo Paese, sulle quali la Confindustria, il governo italiano e l’Unione europea vorrebbero scaricare per l’ennesima volta i costi della crisi sanitaria ed economica.

Roma

Napoli
Mentre in Italia non si sono ancora raggiunti gli indici economici precedenti la crisi del 2008-2009, un attacco feroce sta prendendo forma: ritardo dei pagamenti della cassa integrazione, negazione delle fondamentali misure di sicurezza sanitaria, attacco al diritto allo sciopero, negazione delle basilari libertà sindacali, allungamento dell’età di pensionamento, contratti precari e disoccupazione di massa sono gli elementi principali della quotidianità della classe operaia, ancor più in questi mesi di emergenza pandemia.
Questi attacchi trovano il mondo del lavoro disorganizzato da decenni di concertazione e da divisioni artificiose.
Un segnale di profondo rinnovamento e una ventata di aria fresca arrivano dalle piazze di ieri: Torino, Milano, Venezia, Piacenza, Bologna, Roma, Napoli, Cosenza, Catania e Palermo, solo per citare alcune delle piazze più partecipate, hanno visto sfilare e presidiare insieme sigle diverse che condividono un aspetto comune: da questa crisi si esce se la classe lavoratrice lotterà unita.
A Milano in particolare si è sviluppato un corteo di migliaia di partecipanti, intenti a protestare contro l’attacco padronale e contro una gestione fallimentare della sanità regionale.

Milano
Anche a Roma diverse centinaia le presenze, per una prima uscita a livello nazionale che ha convinto e per certi versi stupito nei numeri e soprattutto nella potenzialità.

Roma
Uniti si può resistere e contrattaccare all’attacco padronale.